Notizie Utili

INFORMAZIONI TECNICHE

Nome Farro
Specie - Triticum dicoccum (Schubler)
Il “Farro di Monteleone di Spoleto” è una varietà locale della specie Triticum dicoccum, tipico del comune di Monteleone di Spoleto e che ha assunto, grazie all’adattamento nel tempo al clima ed ai terreni dell’area delimitata, le sue singolari caratteristiche morfo-fisiologiche che lo distinguono nella sua area di adattamento:
- habitus primaverile
- altezza della pianta < 120 centimetri;
- grado di accestimento medio;
- portamento semieretto a fine accestimento;
- piante con culmi e foglie sottili con glaucescenza variabile da debole a media;
- spiga di piccole dimensioni, tendenzialmente piatta e aristata a maturazione di colore prevalentemente bianco;
- glumelle strettamente aderenti alla cariosside;
- cariosside con abbondante peluria apicale, pronunciata gibbosità, a frattura prevalentemente vitrea;
- colore ambrato, caratteristica che conferisce un particolare carattere di differenziazione, riscontrabile in tutti i prodotti anche dopo la molitura;
- ottime caratteristiche di versatilità nelle possibilità di trasformazione;

 


INFORMAZIONI STORICHE

La locale popolazione di farro primaverile è rappresentata dal tipico Farro di Monteleone di Spoleto”. La sua diffusione, ancora molto ampia durante il Medio Evo e fino al secolo scorso, si è notevolmente ridotta nel XX secolo per lasciare il posto ai frumenti nudi molto più produttivi. Tuttavia in alcune zone fredde e svantaggiate dell’Umbria, come l’area di Monteleone di Spoleto, il farro ha continuato ad essere coltivato perché economicamente competitivo con il frumento tenero. A Monteleone di Spoleto, nella “tomba della biga” (tomba etrusca risalente al VI sec. A.C.), sono stati rinvenuti reperti di cereali, tra cui anche cariossidi di farro appartenenti molto probabilmente proprio alla specie che tradizionalmente viene coltivata oggi a Monteleone di Spoleto, ovvero Triticum dicoccum, a testimonianza della sua larga diffusione e utilizzo tra le colture cerealicole di quel tempo. Nell’area di Monteleone di Spoleto, la ricerca d’archivio ha consentito di recuperare e conservare prove documentali attestanti che fin dal XVI secolo la coltivazione del farro era largamente praticata, poi il suo uso si è protratto nelle consuetudini agrarie della zona nei secoli successivi fino ai nostri giorni. Tradizionalmente, nelle zuppe e minestre tipiche della zona, si utilizza il Farro di Monteleone di Spoleto integrale, perlato o semiperlato ed infine spezzato.

 

 

METODO DI COLTURA

Per la delimitazione di un ambito territoriale misurabile e controllabile, al fine di definire e salvaguardare la tipicità del prodotto, devono essere considerati aspetti geografici, climatici e pedologici.
La tecnica colturale adottata è quella tradizionale, in uso da centinaia di anni: la lavorazione principale del terreno è autunnale o primaverile, erpicatura e semina dal 1 febbraio al 10 maggio, secondo l’andamento climatico.
Il clima, il terreno e il seme, sono tipici ed esclusivi della valle di Monteleone di Spoleto, imprimendo caratteristiche particolari, e quindi tipiche, rispetto ad altre zone di uguale altitudine presenti nella stessa Valnerina. Tuttavia, alcune zone possono essere considerate analoghe per la garanzia di tipicità impressa al prodotto: queste zone sono quelle che, a pari altitudine, si affacciano o si orientano verso la valle di Monteleone di Spoleto.

 


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